lunedì 5 settembre 2011

Santa Donna



Eccomi che guardo la spiaggia di Santa Monica mentro bevo una Corona gelida gentilmente offerta dalla signora di casa.
Meno di sei mesi fa pensavo che un lavoro da manager ed una BMW fossero tutto nella vita. Mi guardo ora: jeans strappati, maglietta con scritta Mexico (non capisco fino in fondo questa mia passione per l’America latina), infradito, faccia bruciata dal sole californiano ed una valigia con quanto mi serve. Forse il punto più lontano dalle mie aspirazioni infantili.
Valery mi guarda, sembra stia tentando di capire cosa passa per la mia testa.
Voglio godermi questo momento di felicità da solo, perchè dividerlo con qualcuno, in fondo me lo sono meritato.
Le leggo in faccia che vuole chiedermelo:
«Cosa stai pensando? »
Vorrei dirle che penso di aver capito cosa sia la felicità. Magari felicità è troppo, chiamiamola serenità. Non ne vale la pena, non capirebbe.
«Sto pensando a come staresti con il costume che hai appena comprato».
Sorride, il suo sguardo si illumina.
«Non saprei». Esita un attimo, vuole recitare la parte della ragazza insicura. “Non so se il mio culo è troppo grasso per questo tanga”.
«Forse hai ragione Valery» . Ecco la smorfia di disapprovazione. Aspetto per cinque secondi che la rabbia le raggiunga gli occhi.
«Ma sai, dovrei vederti per poter giudicare»
Ora vorrà farsi pregare.
«Vai affanculo, non ti faccio vedere proprio nulla».
«Dai Valery, ti prego, fammi vedere quel tuo culetto nel costume nuovo che hai preso».
Sbuffa e va verso il bagno.
Mi sto immaginando la scena: gonfia i pettorali e si schiaccia un po’ le tette per assicurarsi che siano ben in evidenza. Si volta di fianco verso lo specchio per guardarsi il culo. Si alza sulle punte spingendo il sedere in fuori per assicurarsi dell’effetto. Temporeggia un attimo riguardandosi.
Ecco la porta si apre, cammina come se stesse sfilando. Mi ha sorpreso indossando un sandalo con tacco. Mi guarda fisso negli occhi, nessun segno della ragazza insicura di prima: « Se dici una cazzata delle tue ti taglio le palle». Sorrido. «Allora come sto? »
Non le rispondo nemmeno, mi alzo dal divano e mi avvicino a lei.
La prendo per i fianchi e la giro di spalle, intravedo il suo sorriso.
Basta passarle la mano sulla schiena e baciarle il collo per sentirla ansimare.
Ho sempre avuto un istinto esibizionista. Una vista incredibile su una delle spiaggie più famose al mondo non mi aiuta a calmarlo.
In un secondo la finestra che prima mi ha fatto immaginare il mio futuro diventa il palcoscenico dove posso avere i miei cinque minuti di spettacolo personale.
Non importa che pochi o nessuno faccia veramente caso al nostro amplesso alla finestra, l'averlo fatto basta a soddisfare il mio istinto.
Valery sta fumando una sigaretta affacciata alla finestra, mentre io vago per la casa alla ricerca di acqua.
«Valery, non hai un cazzo da bere?»
«Ho acqua alle vitamine e birra»
«Come fai a bere questa roba, ha tipo 100 grammi di zucchero!»
«Sei il solito salutista del cazzo»
«Infatti non dovresti fumare»
«Dopo una scopata così cosa dovrei fare»
Mi piace quando Valery si toglie la maschera della ragazzina da scuola privata dall'educazione perfetta.
«Secondo me ti hanno sentito anche sotto in strada»
«Spero!»
Sorrido: «Sei una vacca»
«Sei il solito coglione, ti ho detto di non chiamarmi così»
«Oddio, hai ragione, non sai quanto mi dispiace»
Ride. «Ti ho già detto di non farmi incazzare»
«Ah sì? Altrimenti che cazzo fai?»
«Altrimenti mi tocca scoparti fino a lasciarti lì morto sul divano»
Esagero una grossa risata.
«Tu cosa pensi di fare scusa?»
«L'hai voluto tu!»
Sono sdraiato, finalmente trovo la forza di alzare la testa, Valery sta fumando, con le braccia incrociate sul petto, mi sta guardando.
Le sorrido.
Mi scambia un sorriso.
Il telefono inizia a suonare, corro, rovescio per terra le tasche dei pantaloni, lo prendo al volo:
«Dove cazzo sei finito coglione?»
«Ragazzi, scusatemi, arrivo a prendervi.»
«Vedi di fare in fretta, siamo in mezzo a neri che si sparano e polizia che gira da tutte le parti»
«Merda, arrivo»
Guido sul lungo mare tra Santa Monica e Venice Beach, una ragazza bellissima e sorridente di fianco a me. Penso a Kerouac: lui aveva una ragazza da amare in fondo alla strada. Il romanticismo è morto, io preferisco averla amata prima di godermi l'orizzonte.




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Se è per la tua ragazza, tua sorella o tua madre. Mi dispiace molto, non sapevo fossi tu!