Un volo Last Minute acquistato con Marco, altro ragazzo italiano exchange student in questa piccola città in Lapponia ed un grazie allo stato svedese per fornirci delle tariffe scontate in quanto studenti. Vi sto tornando il piacere tentando in tutti i modi di aumentare la vostra popolazione e continuare a supportare queste fantastiche politiche.
Arriviamo in aeroporto, bus, hotel, niente di interessante. Natalia mi telefona per la terza volta in meno di tre ora per vedere dove siamo, provo a darle l'indirizzo, non capisce. Il mio svedese e' penoso. Scendo alla reception, mi avvicino alla vichinga alla reception: oltre il metro e ottanta, bionda, occhi di ghiaccio, tette contenute a difficoltà dalla giacca doppio petto.
"Scusi, una mia amica deve passare a prenderci e non so spiegarle dove siamo"
"Si, prego, questo e' l'indirizzo"
"Può parlarle direttamente"
Le passo il telefono. Naturalmente e' imbarazzata e non si aspettava nulla del genere, per dieci secondi non sa cosa dire e poi inizia a parlare con la tipica cantilena scozzese: cazzo quanto e' eccitante questa lingua!
"Ecco fatto"
Riprendo il telefono.
"Bene Natalia, hai capito?"
"Si, dieci minuti e sono da te"
"Ti ringrazio... Ana"
"Di niente". Segue un gelido sorriso nordico.
Dopo anni c'e' qualcosa nelle donne che ancora mi stupisce: sei zero, trasparente, appena vedono che un altro esemplare femminile ti ha marcato cominciano a diffondere feromoni nella stanza!
Il gelido sorriso nordico aveva lo stesso significato.
Esattamente dieci minuti dopo Natalia arriva, naturalmente non sono pronto, Marco mi telefona:
"Il taxi ci aspetta"
Scendo le scale di corsa ed eccoli già in macchina, entro anche io, saluto. Ancora oggi, a distanza di anni, non sono riuscito a spiegarmi se Natalia si aspettasse più di un saluto oppure da brava ragazza nordica aveva capito che una "One night stand" era una cosa finita e si poteva essere amici.
In Svezia il venerdì sera non c'e' tempo per mangiare, puntiamo direttamente ad un piccolo bar, che fa gli shot migliori di Stoccolma. Appena io, Marco e Natalia entriamo non riesco a non celebrare la quantità di bionde sedute ai tavoli. Mi giro verso Marco e guardando il soffitto:
"Grazie Dio, amo questo paese"
Marco ride, Natalia è imbarazzata.
Il primo giro di shot va senza nemmeno accorgerci, due amiche di Natalia entrano ed ordiniamo altri 5 shot (presumo fossero assenzio o qualcosa di simile). Io inizio a bere birra per sciacquarmi la bocca.
Dopo dieci secondi netti ci sto provando con Ana, una delle amiche: circa un metro e settanta, molto abbronzata, capelli castani, occhi azzurri, braccia e gambe ben definite ed un vestito nero aderente che sottolinea un culo perfetto. La mia bassa tolleranza all'alcool ha tolto il filtro tra dove il mio cervello volesse essere e quello che dico ad Ana.
"Ana dove abiti? Perchè non lasciamo qua tutti ed andiamo da te?"
"Dai smettila, voglio uscire con le mie amiche, bere qualcosa e divertirmi!"
"Ana sei così sexy che non riesci a resistere"
"Ehi, calmati, mi conosci da cinque minuti"
"Non sono nemmeno cinque minuti. E poi lo penso da quando sei entrata"
"Dai beviamo ancora qualcosa"
Ordiniamo due birre, provo a pagare per lei, si arrabbia, non riesco. Amo le donne vichinghe.
Intanto Marco sta chiaccherando con Natalia, sembra sia interessato a lei. Lo guardo e in italiano:
"Dai Marco che lei stasera ci sta. Mi sembra abbia voglia"
"Ma come, non ti dispiace?"
"Ma va, ormai è marcata"
Esplode a ridere. "Sei un cazzone"
"Vai tranquillo"
"Ok, grazie. Comunque penso che anche qualla Ana ci sta con te"
"Marco non dire stronzate. Lei è una figa. Guarda me invece. Non c'e' modo"
Natalia propone di andare a ballare in un locale famoso di Stoccolma, Undici. Mai sentito, annuisco, un posto vale l'altro.
Saliamo sul taxi, dopo la prima curva comincio a sentire l'assenzio risalire l'esofago. Mi guardo allo specchietto, sono bianco come un cadavere.
Per fortuna sono solo 5 minuti di strada, mentre Natalia paga il taxista l'assenzio riscende l'esofago.
Natalia scende si gira verso di noi:
"Voi aspettate qua, non so se riesco a farvi entrare"
"Come?"
"Sì, non preoccuparti"
La vedo camminare verso l'ingresso di questo ristorante, parla con i due buttafuori vestiti di nero, loro si sporgono a guardare il taxi, ci fanno segno di andare verso di loro.
"Prego signori, benvenuti"
Siamo dentro.
Natalia si ferma a parlare con un elegante signore in giacca, camicia e cravatta nera, lui si avvicina ed in un'italiano con un fortissimo accento straniero:
"Benvenuti, fa piacere vedere amici italiani"
"Piacere mio, bel posto!"
"Grazie, divertitevi"
Si allontana verso il centro del bar.
Natalia mi spiega che il proprietario era un giocatore di calcio che ha fatto parte della sua carriera in Italia. Un amico del padre.
Andiamo verso il bar, Ana e l'altra amica ci raggiungono, ordiniamo qualche birra. Ho la pessima idea di raccontare che quasi vomito sul taxi ed eccomi diventare il giullare della serata. Tutti attorno ad ascoltare gli aneddoti di Henry e l'alcool e ridere come matti.
Mi sto vergognando troppo, decido di andare a ballare, appena mi avvicino al bordo della pista incrocio lo sguardo con una donna che si sta scatenando in mezzo alla pista. Non riesco a descriverla, non sono per niente preoccupato di questo. Inizio a ballare con lei, mi concentro, ma non riesco a parlare. Incrocio lo sguardo di Ana, sta parlando con un due ragazzi, tipici nordici, alti, biondi, magri. Ok, non ho speranze.
Mi concentro sulla donna con cui sto ballando, le chiedo il nome, mi risponde e naturalmente non capisco. Mi chiede da dove vengo:
"Sono italiano"
"Cosa fai a Stoccolma"
"Sono in vacanza, studio nel nord della Svezia"
"Bravo il mio studente, quanti anni hai?"
"23"
Sorride. Ok, non sono troppo giovane.
"La tua ragazza e' in mezzo a quel gruppetto"
Indica i miei amici, li guardo, Marco sta baciando Natalia, sembra voglia sdraiarla direttamente sul bancone. Ana è rimasta a parlare con l'altra sua amica, sembra annoiata.
"No, sono solo amici, non ho una ragazza"
Sorride di nuovo. Mi bacia. Cazzo non è un bacio rubato, è un bacio che significa: stasera voglio portarti a letto.
"Vieni andiamo a bere qualcosa"
Dentro di me so che è una pessima idea.
"Ok andiamo"
Ci avviciniamo al bancone, un uomo è seduto e ci guarda sorridente, lei si avvicina a lui.
"Cosa bevi, vodka o champagne?"
Dentro di me so che dovrei bere champagne.
"Una vodka. Vodka tonic"
"Ti presento mio marito"
Di colpo non sono più ubriaco. Sono fiero di aver ordinato della vodka.
"Scusami?"
"Piacere Gustav, lei è mia moglie"
"Piacere Henry"
Non so cosa aggiungere
Gustav si alza, prende la giacca e si allontana salutando.
Non ho ancora aperto bocca.
Lei è seduta su uno sgabello da bar piuttosto alto, mi dice "Dai vieni qua", apre le gambe e mi tira verso di lei. Posso sentire il caldo della sua patata mentre mi prende per i capelli e mi bacia.
Vedo il barista appoggiare i bicchieri sul bancone, ne approfitto per prendere fiato.
Lei inizia a parlare io mi giro e vedo al mio fianco una bellissima donna, probabilmente di poco oltre i 35, capelli liscissimi biondi, naso all'insu tipico scandinavo, pelle chiara leggermente macchiata di lentiggini, un vestito nero, sorretto da una grossa cintura, calze scure, scarpa chanel nera. Lei mi sta guardando e fa un gesto di disappunto.
Mi giro verso la donna sposata:
"Scusa vado un secondo in bagno"
Prendo il mio bicchiere e mi allontano, assicurandomi che l'altra donna mi veda.
Arrivo davanti al bagno, mi fermo e mi giro: bene, mi ha seguito.
"Ciao, non ho capito quello sguardo di disapprovazione"
"Lei è una brutta persona, prova sempre a portare a letto ragazzi giovani"
"Davvero? Grazie del consiglio, ne terrò conto"
Non ho capito questa uscita, faccio per aprire la porta del bagno.
Lei insiste:
"Volevo solo avvertirti"
Forse sono un po' più sobrio, ho capito come sfruttare questa occasione.
"Non è che magari vuoi assicurarti che non mi accada nulla di male?"
"In che senso?"
"Beh beviamo qualcosa insieme, almeno puoi controllare che non mi accada nulla"
"Va bene, volentieri"
Mi giro verso il bar e, cazzo, l'altra è ancora là.
Non ho bisogno di dire alcuna parola, lei mi guarda:
"Prendiamo le giacche ed andiamo da un'altra parte"
Dò una rapida occhiata, non vedo Marco, non voglio andarmene senza dir nulla.
Mi avvicino al guardaroba, dalla porta aperta lo vedo fuori a fumare (non sapevo fumasse!) con Natalia. Bene, ora sono tranquillo.
Usciamo, Marco mi vede e viene ad abbracciarmi. E' ubriaco perso, mi dice che mi ama e che sono un grande, saluto Natalia: "Ciao cara, prenditi cura del mio amico. Ha bisogno di fare una bella scopata". Natalia sorride.
Nessuna discussione, nessun litigio, la vita può essere così facile a volte.
Saliamo su un taxi, lo ammetto sono imbarazzato.
Tanto vale provarci, mi avvicino e le stampo un bacio in bocca, ci stà. L'imbarazzo è passato, dopo pochi minuti il tassista si ferma. Recupero qualche banconota spiegazzata dalla tasca posteriore, sembrano sufficienti.
Arriviamo all'ingresso di un condominio.
"Scusa la domanda, ma tu come ti chiami?"
"Io sono Linda e tu?"
"Henry, piacere"
Saliamo due piani, apre la porta, eccomi arrivato in una esposizione di arredamento IKEA, accogliente però.
Linda da brava nordica accende una lampada davanti alla finestra.
Apre il frigorifero e prende due birre. Non ho alcuna voglia di bere altro alcool, inizio a baciarla e tastarle il sedere sodo. Anche i seni sono sodi, troppo. Per la prima volta nella mia vita ho toccato delle tette di silicone, piacevole.
Dopo la prima scopata ci addormentiamo sul divano. A dir la verità tra il battito accelerato, la scomodità del divano io rimango più in una fase di dormiveglia che sonno vero e proprio.
Mi guardo attorno, Linda sa come vestirsi, la scarpa sul tappeto è molto sexy, tacco attorno ai 10 cm, bella pelle lucida, lunga punta. Anche lei è molto sexy, puoi notare le prime rughe attorno agli occhi, che la rendono ancora più interessante, ha delle gambe lunghe e snelle ed un piede particolarmente fine. Ok, ora ufficialmente non riesco a dormire, comincio a baciarla delicatamente sperando di svegliarla. Cazzo non si sveglia, inizio a baciarle i capezzoli (ho scoperto solo qualche ora dopo gli effetti collaterali del silicone). Ok, non riesco.
"Linda" "Linda"
"Uhm..."
Si alza, vede la mia testa tra le sue gambe:
"Non hai sonno"
"No cazzo, son troppo eccitato non riesco a dormire. Sei troppo sexy"
"uhm... va bene"
Probabilmente dormo tre o quattro ore, Linda si sveglia, io mi rivesto.
"Vuoi una guida per Stoccolma"
"Volentieri"
Appena svegliato volevo scappare, ma dai ne vale la pena.
Una bellissima giornata, camminata nella via vecchia, pranzo in Sture Plan, camminata ancora sulle varie isole. Mi riaccompagna in hotel.
Amo Stoccolma.