martedì 28 giugno 2011

Dal mio appartamento ho una bella vista sulla Baia

ACCADUTO: Luglio 2008.

"L'inverno più freddo di tutta la mia vita? Un'estate a San Francisco" . Nessuno saprà mai se Mark Twain abbia veramente detto questa frase, ma io vi assicuro di averla parafrasata unita a svariati e coloriti insulti.
Se sei uno studente di ingegneria con in testa il sogno di inventarsi qualcosa di grande prima o poi da queste parti ci capiti.
Io ero un exchange student nel nord della California, Frisco era la mia meta preferita per trascorre dei week end rilassanti dopo una settimana passata sui libri.

Sabato mattina, ore 10 e qualcosa, troppo presto per capire esattamente cosa stia succedendo, ma sono diversi minuti che questa musica mi rimbomba in testa. Forse è il mio telefono. Mi alzo troppo in fretta, due martelli mi picchiano sulle tempie. La musica smette, mi alzo comunque per cercare dell'acqua fresca da bere, non riconosco il sapore che ho in bocca, ma ricorda vagamente Tequila.
Sono fortunato, in frigorifero c'è acqua. Nessun bicchiere, direttamente dal fustino. Per chi non è mai stati negli Stati Uniti, qua tutto è grosso: l'acqua si vende a galloni. Bere direttamente dal fustino implica nel 90% dei casi uno sbrodolamento, naturalmente mi lavo petto e addome, l'acqua gelida comincia a raggiungere le mutande. Sento come se qualcuno mi stesse mettendo del ghiaccio sotto i testicoli, urlo ed intanto mi soffoco con l'acqua. Mentre sto tossendo si apre la porta della camera di Natalia (vi racconterò i dettagli in futuro), che mi guarda un po' assente: "Tutto bene?" . Non riesco a pensare ad altro che alle sue tette contenute in un reggiseno troppo piccolo. Niente altro a coprirle. Istantaneamente non sento più freddo ai testicoli.
"Smettila di guardarmi così, oggi niente"
"Come oggi niente?"
"Arriva il mio ragazzo stamattina! Non ti ricordi?"
"E' asiatico, ha il cazzo piccolo!"
"Sei un coglione"

La musica inizia di nuovo, peccato due frasi e avrei avuto un felice risveglio.
E' Francesco che mi chiama: "Preparati oggi si va a Frisco, ho già prenotato tutto" . Mi fa sempre piacere come i miei amici non mi lascino spazio per prendere decisioni, organizzano la mia vita e sembra lo facciano anche bene.
"Ok, a che ora passi?"
"Dieci minuti e sono lì"
"Ok, cazzo"

Beh è solo un giorno, dovrei riuscire a far la valigia ancora ubriaco da ieri in dieci minuti. Negativo.
Francesco arriva, sto ancora correndo in garage a raccogliere roba dall'asciugatrice. Natalia esce dalla doccia, solo una salvietta a coprirla. Francesco la guarda, lei guarda me: "Voi due siete malati!"
"Ricordo una frase.... qualcosa come... Vorrei che il mio ragazzo parlasse meno e facesse di più, come te!"
"Stronzo"

"Dai Francy andiamo"
Sapete perchè la California è chiamata "Golden State", non è per la corsa all'oro! L'estate brucia tutto, puoi guidare per miglia e miglia e vedere solo prati secchi, questa è stata l'ora seguente.
Passiamo il pomeriggio a cazzeggiare per la città, raccattiamo il numero di telefono di due studentesse di arte appassionate di cultura italiana, ci sediamo sulla Baia a Marina e parliamo. Non ricordo esattamente di cosa parlassimo io e Francesco, ma si per certo che finiva sempre tutto con "Questa è vita".

Ci troviamo per cena con i DJs, un gruppo di miei compagni di studi, tutti figli di genitori nati in Europa ed appassionati di musica House. Loro son bravi, cazzo, se volevi andare ad un party giusto a Frisco bastava essere dove uno di loro suonava. Naturalmente il Privè gratuito, le groupie ubriache, i drink gratis e la massa di gente interessante (dove per interessante intendo esemplari umani border-line) facevano tutto ancora più divertente.
La serata è fantastica, ma i 4 o 5 Vodka Tonic non mi aiutano a far bella impressione su alcuna ragazza. Sono probabilmente l'unico esemplare maschile a cui l'alcool crea un effetto inibitorio.
Francesco è da 20 minuti avvinghiato con una Americana-Medio Orientale caldissima. La serata sta finendo, DJ1 ha finito di suonare e viene a strapparmi dal divanetto: "Dobbiamo andare ad un after party in Castro"
"Dai DJ non ho voglia di trovarmi ad una festa gay stasera"
"No, ti assicuro che è a posto"
Arriva Francesco:
"Non ci sono più donne calde per te, dobbiamo cambiare"
"Ok, andiamo"

Prendiamo un taxi, io, Francesco, la medio orientale seduta in mezzo, farfugliamo l'indirizzo ed il taxista parte come un missile. Inizio il mio show:
"Pensavo andassi in albergo a scoparti Francesco"
"Scusa?!?"
"Ma si dai, sappiamo tutti e due, scusa tutti e tre come va a finire"

Francesco conosce la scena, non riesce a trattenere le risate.
"Come fai ad essere così sicuro?"
"La tua aurea"
"La mia cosa"
"Emetti energia sessuale, emetti segnali che hai bisogno di farti una bella scopata
Ride.
"Mi fai morir dal ridere. Dai cerchiamo qualcuna con un'aurea per te ora"

DJ1 aveva ragione: non è il Castro delle feste gay, è una casa carina su una collinetta con vista su Market street. Entriamo, il padrone (penso) viene ad accoglierci: "Ecco, siete voi gli italiani"
"Piacere"
"Su entrate, prendete qualcosa da bere!"

Francesco va in bagno, mi faccio un giro con medio orientale sul balcone. Un tipo strano con i capelli più disordinati dei miei sta fumando e bevendo una birra mentre guarda la città. Sembra simpatico:
"Bella vista, huh?"
"Una figata. Amo questa cazzo di città!"
"Piacere, Henry"
"Piacere, Matt"
"Che fai di bello Matt?"
"Sono un musicista"
Ecco, adesso tutto si spiega, uno degli hippy di San Francisco.
Medio orientale si presenta e iniziano a parlare di musica.  Matt si annoia, mi guarda e inizia a parlarmi dell'Italia. In questi anni mi sono abituato: Venezia è bella, che bella Roma, ma è vero che vivete con i vostri genitori, come mai non vivi in Italia, bla bla bla. Ormai ho un nastro registrato con tutte le risposte in testa.
Francesco arriva:
"Ho trovato una calda per te"
Ci avviciniamo alla porta ed eccola: non male, personalmente avevo valutato un 7, ma come sempre immagino tutti i miei amici avrebbero al massimo dato un 5. Piuttosto magra, alta poco meno di me, lunghi capelli rossi, forse erano stati piastrati prima di uscire, ma ora sembrano un po' disordinati. Tubino nero senza spalline, tette sottodimensionate per mantenere in posizione il tubino. Sembra avere uno sguardo un po' perso, mi lascia perplesso. Guardo subito il piede: sandalo da schiava (ok, mi aspettavo un tacco, ma alle 4 di notte può andare).
"Ciao sono Henry"
"Ciao Jenny, piacere"
"Piacere mio"
"Hai un accento, che figo. Di dove sei?"
Accendiamo il nastro.
"Indovina"
"Sei italiano. Sicuro, guarda le scarpe"
"Indovinato"
"Cosa fai di bello nella vita Jenny?"
"Ho la mia company, lavoro tantissimo ed è la prima sera che esco da mesi"
Ok, ho inquadrato il soggetto. Intorno ai 32-33 anni, workaholic, qualche esperienza alle spalle, forse un ragazzo importante. Pensa che la sua company sia tutto. Sta iniziando a sentire l'orologio biologico ticchettare.
"Ah sì, molto interessante, di cosa ti occupi"
Mi aspetto qualcosa come un ristorante, un catering, un'agenzia matrimoniale.
"Una WEB Start up attiva nel Social Netwrking"
Cazzo, mi ha fregato, è intelligente.
"Ah sì, cosa in particolare?"
Devo ringraziare 4 o 5 miei professori universitari se per i successivi 20 minuti sono stato in grado di sostenere una conversazione.
Devo ringraziare lo sguardo di Francesco per avermi fatto capire che era "pronta":
"Jenny, mi spiace interromperti, ma guarda quanto cazzo è bella questa vista!"
"Dal mio appartamento ho una bella vista sulla Baia, vuoi venire?"
"Mi piacerebbe moltissimo vedere la Baia"

Scendiamo, mentre aspettiamo le scale fingo di ascoltare e ripasso il mio vademecum personale: quanto ho bevuto? Molto, ma non ultimamente. E' carina? Sì. Puzzi di alcool? Non mi sembra. Hai soldi per il Taxi? Sì. Ok andiamo. Ti interessa la vista sulla Baia? No, ma fingi ti interessi.
Il taxista arriva, lei chiede un indirizzo su Russian Hill. Io rimango stupito.
Arriviamo a casa sua. Io rimango ancora più stupito.
Entriamo in casa. Voglio svenire
Andiamo sul balcone. Adesso mi interessa la vista sulla Baia, per 20 secondi.

La vista di lei che si apre la zip del vestito mi interessa decisamente di più.
Salta fuori che Jenny, ha fondato una WEB start up che ha preso svariati milioni di dollari di finanziamenti. Dopo il college ha deciso di iscriversi ad un MBA ed ha rotto con il ragazzo di vecchia data. Negli ultimi due anni non aveva fatto sesso con alcun ragazzo.  Ama svegliare il partner performando un sesso orale da 9+.
Non sa cucinare, probabilmente nessuno l'aveva mai fatto per lei. Quindi la scappata al super market sotto casa mi ha fruttato un "Dobbiamo rivederci, sono stata benissimo". Oltre che ad un secondo orgasmo mattutino.

Non so che fine abbia fato la sua company, l'ho rivista per un caffè solo una volta.

Matt il musicista non era un hippy come pensavo, era un cazzo di cantautore americano famosissimo in California e su tutte le radio.

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